Le fabbriche di Arogno (orologi e altro)

Fino agli ultimi decenni dell’Ottocento gli abitanti di Arogno condussero un’economia di sussistenza che rendeva la comunità autosufficiente.

 

Appena s’insediarono le fabbriche di pezzi di orologi molte famiglie si specializzarono anche nel campo dell’orologeria. In questo modo la doppia economia, agropastorale e industriale, determinò i rapporti sociali, politici, economici e transfrontalieri del paese, in particolare con operai e operaie dell’alta Val d’Intelvi.

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La cronistoria delle fabbriche

 

1872 L’ideatore

Romeo Manzoni di Arogno, figlio di Alessandro, già docente nell’Istituto internazionale femminile di Maroggia, è nominato Direttore e docente di lingue nella scuola secondaria femminile di Porrentruy. Entra in contatto con i proprietari della fabbrica di ébauches Challet & Frottez di Porrentruy che si trova in difficoltà finanziarie.

 

1873 Da Porrentruy ad Arogno

Si annuncia il trasferimento della fabbrica ad Arogno. In autunno iniziano i preparativi per il trasferimento delle attrezzature e della mano d’opera. I macchinari vengono smontati, puliti e caricati su vagoni. Partenza da Porrentruy con gli operai, direzione Torino, Milano, Camerlata. Poi con carrozze e altro verso Arogno. A metà dicembre inizia la produzione.

 

1887-1888 Cambiamenti

Challez-Frottez-Manzoni & Co. diventa A. Manzoni & Co.

Un gruppo d operai si stacca dalla A. Manzoni & Co. E fonda la società operaia cooperativa di orologeria Bettelini, Navoni, Cometta Ruggero & Co, detta comunemente la Fabrichéta.

 

1914-1918 l’orologio da polso

L’orologio a braccialetto fa la sua apparizione sul mercato. Le due fabbriche arognesi occupano complessivamente più di trecento operai.

 

1930 Unificazione delle fabbriche

Le fabbriche A. Manzoni & Figli e la Fabbrica d’orologeria S.A. vengono acquistate dal trust Ebauches S.A. e riunite sotto la denominazione Fabriques d’horlogerie d’Arogno. La Fabbrica d’orologerie S.A. diviene Meccanica S.A.

 

1940-1978 Ebauches S.A. e Meccanica S.A.

Chopard Alfred, poi Adrien Matthey con Jean Piegai dirigono le due fabbriche attive ad Arogno.

 

1978-1990 fine di un’epoca

Le fabbriche cambiano proprietari, avvengono trasferimenti e licenziamenti che segnano la fine di un’epoca nell’industria orologiera.

 

 

(Mario Delucchi, Le Fabbriche di Arogno, collana Arogno racconta, 2003)

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